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Prof. Giuseppe Guglielmi

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Professore stabile

Giuseppe Guglielmi

Biografia e interessi e aree di ricerca

Sono molto interessato alle questioni di «epistemologia storica». Credo che ignorare tale campo di ricerca comporti per la teologia il rischio di auto-emarginarsi dai dibattiti che agitano il sapere umanistico.

L’interesse per il pensiero storico è maturato quando, terminati gli studi teologici a Roma con un dottorato in teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana, ho intrapreso gli studi di filosofia presso l’Università Federico II di Napoli. Studiare filosofia a Napoli, soprattutto nei decenni scorsi, significa entrare in contatto con lo storicismo critico-problematico della scuola di Pietro Piovani (1922-1980) e del suo allievo Fulvio Tessitore. Le letture di filosofi come Dilthey, Troeltsch, Meinecke, Weber, etc. hanno provocato una rimessa in discussione delle categorie della teologia sistematica.

Grazie a questa maturazione ho potuto riprendere e approfondire il pensiero di Bernard Lonergan (1904-1984), autore a cui avevo già dedicato il mio lavoro di dottorato in teologia (La sfida di dirigere se stessi. Soggetto esistenziale e teologia donazione in Bernard Lonergan, 2008). Il teologo gesuita aveva infatti avvertito la necessità, per il sapere teologico, di confrontarsi con le istanze che la coscienza storica aveva sollevato. Non a caso, in un’intervista egli dichiarò: «tutta la mia opera è consistita nell’introduzione della storia nella teologia cattolica».

Dopo un decennio di ricerche dedicate a Lonergan (B.J.F. Lonergan tra tomismo e filosofie contemporanee. Coscienza, significato e linguaggio, 2011; L’incontro con il passato. Storiografia e filosofia della storia in Bernard Lonergan, 2015), ho approfondito il pensiero di Giuseppe Ruggieri, teologo fondamentale e storico della teologia (Fare teologia dentro la storia. Il contributo di Giuseppe Ruggieri, 2018). Lo studio di questo teologo mi ha consentito di avanzare la proposta di una “teologia storica”, ovvero di un sapere credente che, consapevole della distanza che separa il tempo presente dal clima culturale ed ecclesiale del passato, è in grado non solo di porre in evidenza le svolte e continuità che la tradizione ecclesiale ha conosciuto nel corso del tempo, ma anche di aiutare a discernere nuove vie di testimonianza del Vangelo.

Proprio su questo tema ho proseguito la ricerca intercettando l’opera di Christoph Theobald, anch’egli teologo fondamentale e storico del cristianesimo. Theobald ritiene necessario elaborare un nuovo paradigma o reinquadramento della comprensione della fede in Europa. Egli ha perciò avviato una riflessione su quello che egli chiama lo “stile” di Gesù e parimenti di coloro che si mettono alla sua sequela. La premessa stilistica costituisce per Theobald la chiave di lettura per avviare una ricomprensione del concetto teologico di tradizione.

Ed è proprio partendo dalla tradizione cristiana che ho potuto scorgere il debito intellettuale che questo gesuita nutre nei confronti di un altro suo confratello, Michel de Certeau (1925-1986), storico della spiritualità moderna. Tra i molteplici campi di studio che Certeau ha attraversato nel corso della sua esistenza, mi interesso in particolare alla pratica storiografica e allo studio della mistica moderna. Due ambiti che Certeau lega intimamente dato che, come sostiene J. Le Brun, attraverso la storiografia il gesuita francese tenta di cogliere e definire il modus loquendi che caratterizza la mistica. Nella prospettiva di Certeau, infatti, lo storico deve ricostruire il “luogo” della sua enunciazione e praticare una scrittura suscettibile di rendere conto della mistica non unicamente come corpi di dottrine ma come enunciazioni.

Questi ultimi interessi, unitamente ad altri di matrice filosofica (Nietzsche e Foucault) e teologica (Gisel) sono confluiti nel volume Produzioni dell’origine. Filosofia e teologia a confronto (2024).

A seguito della lettura della produzione certiana in riferimento ad alcune figure mistiche moderne (Favre, Surin, ma non solo) attualmente mi sto interessando al fenomeno mistico del Seicento che va sotto il nome di “quietismo”.

 

Aree di interesse per direzione di tesi e dissertazioni

In base a questa maturazione di interessi e di ricerca, il mio contributo nella Licenza in Teologia della vita cristiana (indirizzo Spiritualità) va nella direzione della storia della spiritualità del Seicento e Settecento, con particolare attenzione al quietismo e alla spiritualità del Sacro Cuore di Gesù, assieme all’approfondimento degli studi sulla mistica moderna offerti da Michel de Certeau.

Per l’elenco delle mie pubblicazioni rimando alla mia pagina personale che compare sul sito della PFTIM: https://pftim.discite.it/ppd/carriera.jsp?d=1032

Alcuni miei scritti sono consultabili sulla mia pagina personale della piattaforma Academia.edu: https://pftim.academia.edu/GiuseppeGuglielmi