Professore stabile
Giovanni Di Napoli
Email: dongiovannidn@gmail.com
Presbitero della Diocesi di Vallo della Lucania, ordinato nel 1982, opero pastoralmente in una piccola parrocchia delle colline cilentane, collaboro alla pastorale diocesana e svolgo la mia attività di docenza nella sez. San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, in Napoli., stabilmente dal 1997. Nel medesimo luogo accademico ho frequentato il quinquennio filosofico-teologico e nell’annesso seminario ho vissuto il tempo di preparazione al presbiterato nella seconda metà degli anni ’70. Qui ho avuto la fortuna di incontrare la spiritualità e lo stile ignaziani, il rinnovamento teologico seguito al Concilio Vaticano II e i fermenti di rinnovamento ecclesiale. Sono molto grato al vescovo del tempo che volle questo ambiente formativo per me e poi mi prospettò l’invio a Roma per la specializzazione in Sacra Liturgia. Qui nel Pontificio Istituto Liturgico dell’Ateneo Sant’Anselmo, sull’Aventino, ho potuto, da una parte incontrare il mondo benedettino con la sua spiritualità e il suo stile e dall’altra essere ancora in tempo per conoscere e ascoltare alcuni insigni protagonisti del Movimento Liturgico e della Riforma Liturgica, che in quel tempo era ormai in via di completamento.
San Benedetto da Norcia (480-547) e Sant’Ignazio di Loyola (1491-1556), pur nella distanza tra loro millenaria, hanno lavorato per portare le persone a “nulla anteporre all’amore di Cristo”. Ciò ha corroborato in me l’amore per la liturgia, nella quale come insegnava S. Ambrogio e come recentemente aveva ben ribadito il Concilio Vaticano II, cerchiamo e troviamo Cristo nei suoi misteri e nella quale “nasce e si edifica la Chiesa”.
Sono entrato con crescente passione nella ricerca cominciando a indagare la Solennità di Maria Madre di Dio al 1 Gennaio, all’epoca da poco introdotta con il Messale post-conciliare, incuriosito da quello che mi appariva uno strano connubio. Di lì, poi la mia attenzione si è concentrata sui testi di preghiera (Eucologia), sia conservati nelle fonti antiche, sia presenti nell’attuale messale. In seguito, per un certo periodo ho focalizzato l’attenzione sulla formazione del Canon Missae, o Canone Romano, oggi Preghiera Eucaristica I. Insieme all’eucologia, ho posto attenzione anche allo sviluppo delle feste (eortologia) dell’anno liturgico, con particolare approfondimento del rinnovamento della liturgia del Triduo pasquale avvenuto immediatamente prima e dopo il Concilio Vaticano II.
Con metodologia, inizialmente appresa proprio in queste aule dal p. Cesare Giraudo sj e proseguita poi nelle aule di Sant’Anselmo, seguo il metodo mistagogico, per far scaturire dai testi e dalle forme rituali la riflessione teologico-spirituale: dalla prassi liturgica alla fede professata e vissuta/da vivere. Insieme ai corsi di liturgia e sacramentologia fondamentale e di sacramentaria (battesimo e cresima) nel triennio teologico, i corsi che di anno in anno tengo nel biennio di specializzazione propongono sempre l’approccio mistagogico, con attenzione ai fondamenti biblici e all’eco dei testi patristici, magisteriali e di scrittori spirituali. Infine, dallo studio della solennità del 1 Gennaio ho imparato anche a tenere sempre un occhio aperto sulla variegata tradizione orientale, per cogliere quello che san Giovanni Paolo II indicava come il respiro a due polmoni.
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