Massimo Pampaloni S.I.
È terminato il I semestre
È terminato il I semestre, dove abbiamo offerto un programma intenso nella nuova direzione che ci siamo prefissi. Il prof. V. Anselmo SJ, in un corso in comune con la Licenza in Teologia biblica, ha affrontato uno dei cardini della spiritualità non solo biblica ma ogni realtà religiosa e spirituale: il pellegrinaggio, il muoversi-verso una realtà altra, che convoca e chiama. Il sottoscritto ha proposto una riflessione sulla profonda unità della teologia nel suo decorrere dai suoi inizi fino verso il XII-XIII secolo; unità tra le sue dimensioni mistiche, simboliche e affettive, insieme al suo sviluppo verso una teologia discorsiva. Le fratture avvenute prima nel tardo medioevo e poi con la cosiddetta rivoluzione scientifica, hanno provocato nel sapere teologico una separazione di ambiti, le cui serie conseguenze si vedono fino a oggi. Prenderne coscienza, soprattutto per la teologia spirituale, è un primo passo necessario. In questa direzione è andato pure il seminario, sempre offerto da chi scrive, sulla categoria sensi spirituali dall’epoca patristica fino a san Bonaventura. Una delle caratteristiche che più contraddistingue la nostra Licenza è il suo desiderio di “respirare a due polmoni”, ovvero un’attenzione particolare all’immenso patrimonio delle Chiese Orientali. Per questo, il prof. A. Porpora ha guidato gli studenti in un impegnativo ma ricchissimo percorso su I. Zizioulas (1986–2023), uno dei teologi ortodossi contemporanei più noto in Occidente, dove, come accade nella tradizione cristiana orientale, spiritualità e teologia, dogma e liturgia, sono ancora una fonte unica di immersione nel Mistero di Cristo. L’altro aspetto che caratterizza la nostra proposta, essendo portata avanti a partire dalla veneranda tradizione della Compagnia di Gesù, è la spiritualità ignaziana, che adesso può essere approfondita anche a Napoli. Il prof. T. Ferraroni SJ ha proposto un corso “radice” sui principi ignaziani dell’accompagnamento spirituale, assai importante in un tempo in cui tra counselling e coaching vari, una esperienza di mezzo millennio (che si basa comunque sugli altri quindici secoli precedenti) come quella di Ignazio di Loyola può senz’altro aiutare … ad aiutare. Infine, last but not least, il prof. J.-P. Hernandez ha mostrato, da par suo, le fondamenta spirituali che stanno alla base dell’arte cristiana, nella linea dell’altra dimensione per noi importante, ovvero l’integrazione della dimensione dell’immaginario – così importante nella spiritualità ignaziana, tra l’altro – e delle arti (figurative e letterarie) nella formazione spirituale della persona. Ovviamente ci sono stati corsi tutoriali – proprio per quell’attenzione alla cura personalis classica nella pedagogia dei gesuiti – per chi desiderava approfondire una delle nostre “aree principali”: corsi più specifici di spiritualità ignaziana, di teologia orientale e di teologia patristica, che sono sempre a disposizione (uno per semestre) dello studente che lo richieda.
Cosa offre il secondo semestre?
In comune con la Licenza in Teologia fondamentale, la prof.ssa A. Carfora ci fornirà delle coordinate storiche sul Mediterraneo, come culla culturale sulla quale ci affacciamo dalla nostra Facoltà, realmente e metaforicamente, ogni giorno. L’esperienza e la competenza del prof. S. Bongiovanni SJ sarà una guida sicura per “arrampicarsi” su un argomento allo stesso tempo complesso ma indispensabile: le dimensioni antropologiche dell’esperienza spirituale, della quale si parla tanto ma che rischia di essere un contenitore buono per tutto. L’asse ignaziana sarà ribadita dal nostro più recente acquisto nella squadra del Settore spiritualità, il prof. G. Amalfa SJ, che offrirà un corso sul significato e l’importanza dell’ambiente della preghiera, aspetto sul quale molte volte non prestiamo la dovuta attenzione ma che per i maestri spirituali come Ignazio di Loyola o molti Padri non era affatto un elemento secondario. Il prof. T. Ferraroni SJ terrà un corso che ci conduce alle radici della esperienza di Cristo, il suo essere libero nel suo consegnarsi alla libertà dell’uomo, una sconvolgente dimostrazione di libertà al cuore della vulnerabilità. Il prof. G. Guglielmi ci porta in un tempo poco frequentato, solitamente, ma nel quale ci sono le radici per comprendere molte cose del nostro tempo attuale: affronterà il tema del quietismo, interrogandosi se si trattò di una vera esperienza mistica oppure di una linea eterodossa. Vedremo come la risposta a tale domanda abbia delle implicazioni per comprendere anche fenomeni contemporanei. Infine, come sempre, a partire dalla sua profonda preparazione in teologia morale, il prof. S. Purcaro proporrà un ponte tra morale e spiritualità, con il suo corso sulla creatività dell’uomo tra immagine di Dio e discernimento. In più, come per il primo semestre, anche nel secondo sarà possibile personalizzare il proprio cammino con la scelta di un corso tutoriale in una delle nostre macroaree.
Come si vede, le nostre proposte vanno nella direzione di un ritorno alle radici “classiche” di un percorso di formazione spirituale, ma, al contempo, in dialogo con le istanze contemporanee. Perché se è vero, come è vero, che le radici profonde non seccano mai, è altrettanto vero che siamo chiamati a vivere questo tempo che ci è dato di vivere, senza ritorni impossibili a “età dell’oro” inesistenti, né fughe iconoclaste verso un “futuro radioso” sempre citato ma esistente solo in deliri ideologici… “ritardati”.